PESCASSEROLI

Il borgo è situato ad oltre 1.100 metri di altezza sul livello nel mare, all’interno del complesso montuoso dei Monti Marsicani, in pieno territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise la cui sede centrale operativa è sita proprio in loco.

 

Chiunque si accinga a visitare questo bellissimo paese montano noterà immediatamente la scenografia che lo caratterizza, quella tipica dell’epoca dell’incastellamento, con una cinta abitativa che si stringe attorno alla fortificazione centrale sul c.d. “Colle del Castello”, contorniato delle rovine di un’imponente muraglia. Al di sopra di questo agglomerato urbano insistono i resti di un’antica fortezza longobarda.

La radici storiche di questo paese sono attribuite al popolo peligno. Dopo la caduta dell’Impero, l’egemonia sul territorio passò per le mani di molte importanti casate, dagli Svevi ai d’Aquino.

Il tratturo Pescasseroli – Candela, realizzato in epoca romana come corridoio per il trasferimento delle truppe, divenne una delle vie privilegiate della Transumanza ed è il più lungo dell’Italia meridionale con i suoi 211 km.

 

Pescasseroli può fregiarsi di aver dato i natali a Benedetto Croce, il quale, appena dopo la nomina a senatore del Regno d’Italia nel 1910, tornò per la prima volta dalla nascita nella sua terra natia, pronunciando l’immortale “Discorso di Pescasseroli”. È da attribuire allo stesso illustre filosofo e letterato, l’embrione legislativo volto alla strutturazione dei parchi nazionali.

 

Lo stesso Croce affrontò la questione toponomastica del borgo, rinvenendone la matrice nel latino Pescolum ad Sorolum, ovvero “masso a picco nel Sangro”; proprio su uno sperone roccioso infatti, noto come “Pesco”, si rinvengono le più antiche rovine dell’area, quelle di Castel Mancino.

 

 

 

Credit: Biagio Paglia, "Amici dell'immagine"