CAPPADOCIA

Cappadocia è un comune marsicano con poco più di 500 abitanti facente parte del circuito dei “Borghi autentici d’Italia”. Immerso nei Monti Simbruini, a ridosso della Valle di Nerfa, sorge al confine tra Abruzzo e Lazio.


Leggenda vuole che il paese sia stato fondato da dodici briganti che avrebbero compiuto un “ratto” nella vicina Petrella Liri, da qui il latino Caput Duodecim anche se la toponomastica più accreditata collega l’origine del nome a Caput Otium, ovvero luogo di riposo dei pastori (la zona, in effetti, è storicamente dedita alla pastorizia).

Non sono molte le testimonianze ufficiali sui luoghi risalenti a prima del XVI-XVII secolo. Sappiamo comunque che nell’Alto Medioevo il borgo era sotto l’egida dell’Abate di Montecassino per poi passare alla Contea di Alba e al Ducato di Tagliacozzo, seguendo poi la sorte di tutto il territorio marsicano con Orsini prima e Colonna poi ad avere il controllo dell’area fino alla fine del feudalesimo nel XIX secolo. Estremamente invasivo fu a Cappadocia il fenomeno del “brigantaggio” per tutto l’Ottocento. La popolazione residente, tradizionalmente dedita alle colture boschive ed alla transumanza verso l’Agro Pontino, si ridusse drasticamente a causa delle ondate migratorie verso l’estero e verso regioni più popolose del centro Italia. Al pari di molti casi analoghi, anche Cappadocia sta vivendo una fase di profonda riscoperta e rinnovato interesse sin dagli albori del III millennio.