AIELLI

Aielli è uno dei comuni più alti della piana del Fucino. La conformazione del suo territorio, infatti, porta le propaggini del borgo dai 650 metri s.l.m. della piana fucense sino ai 1818 del Monte Etra. La sua posizione, dominante e facilmente difendibile ne ha fatto, nel corso della storia un luogo ideale di difesa e osservazione, specie nelle epoche romana e medioevale.

 

La struttura urbana si compone di due nuclei principali, Aielli Alto (sede del Municipio) e Aielli Stazione. Dalla sommità della sua torre cilindrica, denominata “Torre delle stelle” e sede di un osservatorio astronomico, è possibile godere di una perfetta visuale dell’intera piana fucense contornata dai rilievi appenninici, con scorci suggestivi soprattutto in direzione dei monti del Sirente e della Serra di Celano, che sovrastano il nucleo storico.

 

Per rinvenire le prime testimonianze della presenza umana nel territorio comunale bisogna risalire all’Età del Bronzo. L’aumento dei conflitti portò la popolazione autoctona, già dal IX secolo a.C, ad abbandonare l’insediamento più a valle per trasferirsi sulle pendici del Monte Secine, costruendo peraltro i primi edifici fortificati, poi strutturati in due veri castelli nell’epoca romana. Tali manieri vennero distrutti metà del XIV secolo e da lì partì l’opera di ricostruzione del nuovo agglomerato urbano sotto l’egida del Conte Ruggero II.

Il prosciugamento del lago Fucino, ad opera di Alessandro Torlonia, unitamente all’ultimazione della viabilità ferroviaria, fecero sì che gli insediamenti montani, tra cui quello aiellese, venissero abbandonati preferendo sistemazioni più a valle; la località di Aielli Stazione è simbolicamente inserita in questo filone storico. L’intercorsa carenza idrica portò tuttavia l’abbandono di alcune colture tradizionali, come quella dello zafferano, della frutta e dell’anice, assi portanti dell’indotto economico del Paese che dovette pertanto cedere il passo ad altre realtà della Piana.

 

Credit: Amedeo Luccitti, "Amici dell'immagine"